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1. Il profeta dell'Islam Mohamed (pace e benedizione su di Lui)

2. Origini, nascita e missione

di Roberto Piccardo*

2.1. •          Le sue origini

Dice Allah: “Allah ha colmato [di grazia] i credenti, quando ha suscitato tra loro un Messaggero che recita i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la saggezza, mentre in precedenza erano in preda all'errore evidente.” (III,164)

 

2.2. •          La sua nascita

Il Profeta(pbsl) nacque “nell’anno dell’elefante”, secondo quanto riferiscono, all’unanimità, gli studiosi. Nacque di lunedì, come ci informa un hadîth, riportato da Muslim: “Quando venne chiesto al Profeta(pbsl) perché bisognasse digiunare di lunedì, egli rispose: “Perché sono nato di lunedì, perché la mia missione è iniziata di lunedì, perché di lunedì è cominciata la rivelazione”.
Sul mese e sul giorno della nascita, ci sono diverse versioni:
•          Il 12 del mese di Rabî' Al-awal
•          L’8 del mese di Rabî' Al-awal
•          Nel mese di Ramadhân
•          Il 27 di Rajab (questa è la meno certa delle date presunte)

2.3. •          La sua missione

Il Profeta(pbsl) ricevette la profezia all’età di 40 anni. Il suo primo incontro con l’arcangelo Gabriele avvenne presso la grotta di Hîrâ. In questo incontro, come è ben noto, Gabriele lo avvolse, poi lo sollecitò a leggere. Questo fu l’inizio della rivelazione.
Si tramanda che 'Âisha, la madre dei credenti, disse: “La prima cosa che l’Inviato di Dio (su di lui la preghiera e la pace divine) ricevette dell’ispirazione fu la visione buona durante il sonno: e non aveva visioni che non fossero [chiare] come l’aprirsi dell’alba. Poi fu fatto sì che amasse la solitudine. Prese a ritirarsi nella grotta di Hîrâ, dove si dedicava all’ascesi (yatahannath), cioè all’adorazione, per molte notti di fila, prima di andare dalla sua famiglia a far provviste; quindi tornava da Khadîja a rifornirsi per un nuovo periodo. Questo sino a quando gli giunse la Verità, mentre era nella grotta di Hîrâ’. Venne da lui l’angelo, e gli disse: ‘Leggi!’ (iqra’, ‘Non so leggere’, rispose.” “Allora,” racconta [il Profeta], “mi prese e mi strinse (khatha-nî), sino a sfinirmi. Poi mi lasciò andare, dicendomi ‘Leggi!’ Risposi: ‘Non so leggere!’ Mi prese e mi strinse una seconda volta, sino a sfinirmi. Quindi mi lasciò andare, dicendomi: ‘Leggi!’ Di nuovo risposi: ‘Non so leggere!’ Per la terza volta mi prese e mi strinse, poi mi lasciò andare, dicendo: «Leggi in Nome del tuo Signore, che ha creato; ha creato l’uomo da un grumo di sangue. Leggi, ché il tuo Signore è il più Nobile» (XCVI, 1-3).” “L’Inviato di Dio,” [continua la narrazione di ‘Âisha,] “fece ritorno con l’ispirazione ricevuta, il cuore trepidante. Entrò da[lla moglie] Khadîja bint Khuwaylid, e disse: ‘Avvolgetemi, avvolgetemi!’ Lo avvolsero, fino a quando lo spavento non l’ebbe abbandonato. Si rivolse a Khadîja e, raccontatole quanto accaduto, le disse: ‘Ho temuto per me stesso!’ Lei rispose: ‘Per Dio, no! Mai e poi mai Dio ti avvilirà! Tu mantieni i legami di parentela, prendi su di te i fardelli, fai ottenere l’indigente,  accogli l’ospite, e [in generale] dai il tuo aiuto all’accadere delle vicissitudini che vengono nel Vero!’  Quindi Khadîja uscì con lui, e lo portò da Waraqa ben Nawfal ben Asad ben ‘Abdi l-‘Uzzâ, figlio di suo zio paterno, che prima dell’Islam era divenuto cristiano. Waraqa conosceva la scrittura ebraica, nella quale aveva trascritto del Vangelo ciò che Dio aveva voluto che trascrivesse; era molto vecchio, ed era divenuto cieco. Khadîja gli disse: ‘Oh cugino, ascolta questo figlio di tuo fratello.’ Waraqa gli disse: ‘Nipote mio, cos’è che vedi?’ L’Inviato di Dio lo mise al corrente di ciò che aveva visto, e Waraqa gli disse: ‘Si tratta dell’Intimo Confidente (an-nâmûs), lo stesso che Dio fece scendere su Mosè. Oh se fossi giovane! Oh se fossi vivo quando il tuo popolo ti caccerà!’ L’Inviato di Dio disse: ‘Mi cacceranno dunque?’ Waraqa rispose: ‘Sì. Mai nessun uomo ha portato quello che porti tu, senza essere oggetto di ostilità. Se arriverò a quel giorno, ti aiuterò con tutte le mie forze.’ Dopo di allora non passò molto tempo che Waraqa morì, e l’ispirazione s’interruppe.”  (Riferito da Al-Bukhârî)

2.4. •          I suoi nomi

Avere più nomi è un segno della grandezza della persona alla quale essi sono attribuiti. I diversi nomi del Profeta(pbsl) indicano importanti significati; il nome più noto è Muhammad, il nome con cui Allah lo chiama nel Corano.
“Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro...” (XLVIII,29) “Muhammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l'Inviato di Allah e il sigillo dei profeti. Allah conosce ogni cosa.” (XXXIII,40) Dice ancora l’Altissimo: “Rimetterà i peccati e volgerà al bene lo spirito di coloro che credono e compiono il bene e credono in quel che è stato rivelato a Muhammad. Questa è la verità che proviene dal loro Signore” (XLVII,2) “Muhammad non è altro che un messaggero, altri ne vennero prima di lui; se morisse o se fosse ucciso, ritornereste sui vostri passi ? Chi ritornerà sui suoi passi, non danneggerà Allah in nulla e, ben presto, Allah compenserà i riconoscenti.” (III,144)
Tra i suoi appellativi ci sono:
•          Ahmad, (che ha lo stesso significato di Muhammad, che possiamo tradurre come “il molto lodato”) che è il nome con cui Gesù annunciò la sua futura missione, come dice Allah l’Altissimo nel Corano: “E quando Gesù figlio di Maria disse: “O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi [inviato], per confermare la Torâh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad...” (LXI,6)
•          Al-Mutawwakkil, (colui che si affida), come riferisce Abdullah ben 'Amrû ben Âl-'Âs, Allah si compiaccia di lui, ricordando le caratteristiche del Profeta(pbsl) indicate nella Torah: “e tu sei il mio servo ed il mio messaggero, ti ho chiamato Al-Mutawwakkil,”. (Riportato da Al Bukhârî)
•          Narra un hadîth riferito da Jabîr ben Mot'am, Allah si compiaccia di lui: “Ho sentito il Profeta(pbsl) dire: «Io ho diversi nomi, sono Muhammad, sono Al-Mâhî, il cancellatore, perché attraverso di me Allah cancella i peccati, sono Al-Hâshir, colui che guida l’esodo, perché con me le persone compieranno l’esodo, sono Al-'Âkib , la conclusione, perché dopo di me non ci saranno altri messaggeri».” (Riferito da Al-Bukhârî)
•          Riferisce Abû Mûsâ Al-Ash'arî, che il Profeta(pbsl) si presentò elencando i suoi nomi, alcuni dei quali vennero ricordati, altri no. Disse: “Io sono Muhammad, sono Ahmad, il sigillo, colui che guida l’esodo, il Profeta del pentimento-perdono, il Profeta della misericordia” . (Riferito da Muslim)
Il nome Muhammad, la cui radice è comune all’altro nome, Ahmad, significa il molto lodato, ad indicare il dovere di lodarlo ed amarlo, onorarlo e seguirlo. Muhammad è colui attraverso il quale i credenti compiono molte lodi, colui che è degno di lode, in ogni occasione, in ogni circostanza.

Dice Allah, l’Altissimo: “Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti.” (IX,128)

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* Esponente della Comunità Islamica in Italia, Direttore del portale www.islam-online.it

 
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