1. Il senso del Monoteismo nell'Islam
Dott. Sante Ciccarello*
Il termine ‘aqidah viene solitamente tradotto con “credo”; sta quindi ad indicare la sostanza della fede islamica e la sua definizione anche in contrasto con quanto la corrompe o le si oppone. Il significato originale del termine è però più preciso: deriva dal verbo ‘aqada che significa legare, vincolare. L’atto di matrimonio è infatti chiamato ‘aqd az-zawaj “contratto matrimoniale”, in quanto lega la vita di un uomo e una donna e delle rispettive famiglie. In questo senso forse il termine italiano che più si avvicina, dal punto di vista etimologico, è il termine “religione”. Questa parola in origine aveva proprio lo stesso significato, dal latino religere, cioè legare assieme, vincolare.
Di quale legame si tratta? E’ il vincolo di fedeltà che impegna il credente nell’amore verso il suo Creatore. Il credente si lega ad un patto di obbedienza e di adorazione incondizionata nei confronti di Allah e di nessun altro. Un atto di abbandono e sottomissione verso il Creatore ad esclusione di qualunque creatura. Da qui nasce uno dei tanti e apparenti paradossi dell’esistenza umana, o meglio dire della saggezza divina che può intuire solo chi segue la retta via. E’ infatti solo attraverso questo legame, questo vincolo in apparenza estremo, che l’essere umano trova la sua piena libertà e indipendenza . Nell’aderire al “credo” islamico e dunque applicandone i contenuti, l’uomo si impegna in una lotta di liberazione da qualunque forma di legame terreno e umano che possa ostacolare il suo cammino verso l’Amato. E’ la più nobile lotta: quella dell’essero umano contro le sue passioni, il suo egoismo, e contro l’unico vero nemico dell’uomo, Satana.
Diversamente dalle rivelazioni che l’hanno preceduto, l’Islam non ha mai concesso troppo spazio a quella alterazione della filosofia che in Occidente ha preso il nome di teologia. Non è infatti plausibile creare sistemi di congetture e ipotesi intellettuali nel dominio che è proprio della Rivelazione divina. La parola di Allah è talmente profonda e completa in modo che i credenti non possono nutrire dubbi, è nel Corano e nella Sunnah dell’ultimo degli Inviati di Allah (pace e benedizioni di Allah su di Lui) che si trova ogni risposta: {Alif Lam Mim, Questo è il Libro su cui non vi sono dubbi, una guida per i timorati [di Allah]} . La ‘aqidah è dunque interamente derivata dal Corano e dalla sunnah; può certo trovare nuove e originali spiegazioni, ma nulla cambia rispetto alla sua sostanza.
La sostanza della ‘aqidah è infatti tutta racchiusa nel principio dell’Unità Divina, tawhid, che viene espresso tramite la formula: la ilaha illa Allah, “Non c’è divinità all’infuori di Allah”. Queste parole, così semplici nella loro apparenza e tanto profonde nei loro significati, sono all’origine del rapporto fra l’essere umano ed Allah. {E quando il Signore trasse, dai lombi dei figli di Adamo, tutti i loro discendenti e li fece testimoniare contro loro stessi [disse]: «Non sono il vostro Signore?» Risposero: «Sì, lo attestiamo». [Lo facemmo] perché nel Giorno della Resurrezione non diciate: «Veramente eravamo incoscienti} .
Queste quattro parole del tawhid, unitamente a quelle della seconda parte della testimonianza di fede islamica (Muhammadun rasulullah, Muhammad è il Messaggero di Allah) hanno determinato il corso della storia umana. Queste parole determinano ancora la vita quotidiana di milioni di esseri umani: l’amore ed il rispetto dei figli verso i genitori nelle case islamiche, l’impegno di molti ricercatori scientifici musulmani, o ancora l'eroiche resistenze dei popoli, e mille altri esempi ancora, sono il diretto risultato di queste parole. Queste parole, attorno cui verte il modo di credere in Allah da parte dei musulmani, non sono mai state un dogma da accettare in modo irrazionale; costituiscono invece la ragione intima di ogni singolo atto dell’uomo e della donna credenti.
Tempo fa, nel corso di alcuni incontri con dei giovani ero solito chiedere loro quale pensavano potesse essere il legame tra la ‘aqidah e l’autobus (ma l’esempio resta valido anche per la metropolitana, il tram, il treno o qualunque altra cosa analoga). Di fronte ad un comprensibile smarrimento, spiegavo che c’è un legame assai diretto e che non stavo affatto scherzando. Il legame è semplicemente dato dal fatto che un musulmano quando sale sull’autobus deve osservare una certa etichetta: il senso di onestà gli impedisce di “fare il portoghese”, cioè di non pagare il biglietto, non per paura del controllore, ma per timore di Allah; il principio di generosità e altruismo lo spinge a cedere il posto agli anziani, ai bambini o a chiunque ne abbia bisogno; questo non per un vago senso civico, ma per cercare la misericordia di Allah; il rispetto verso il prossimo lo porta a non spingere, non alzare la voce e ad essere cortese verso gli altri passeggeri; non fa questo per mostrarsi migliore degli altri, ma per seguire il nobile esempio del Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di Lui); la cognizione dell’importanza del tempo fa sì che il passeggero musulmano approfitti dei momenti che passa sull’autobus per menzionare il Nome di Allah (dhikr), recitare il Corano, o invitare il prossimo all’Islam (da’wah) (spiegare al prossimo cos'è l'Islam). In tutto questo il musulmano sincero è motivato proprio dalla sua ‘aqidah. E’ questo legame di fedeltà e amore ad Allah che determina il suo comportamento, che riempie la sua vita di significati profondi, che dona la speranza anche nei momenti più difficili della sua esistenza.
La ‘aqidah non ha nulla a spartire col moderno concetto di filosofia; non è un’ideologia e nemmeno un pensiero astratto. La ‘aqidah è la retta fede che porta frutti concreti in questa vita ed in quella futura. Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di Lui) ha detto: “Chiunque incontrerà Allah senza aver nulla associato a Lui entrerà in Paradiso, e chiunque incontrerà Allah avendo associato qualunque cosa a Lui entrerà nel Fuoco” [Tirmidhi]. Affermare di credere nell’Unicità divina, pronunciando la professione di fede islamica è cosa semplice. Più impegnativo è vivere in modo coerente con tale affermazione. Allah ci ammonisce a tal proposito: {Credono forse gli esseri umani che saranno lasciati dire: crediamo, senza essere messi alla prova? Ed abbiamo già messo alla prova color che vennero prima di loro, affinché Allah distingua i sinceri e coloro che mentono} . L’accettazione della ‘aqidah deve infatti rappresentare un nuovo orientamento della nostra vita, proprio come avvenne con i Saḥaba, i Compagni del Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di Lui): non si tratta solo di pregare cinque volte al giorno, abbandonare gli alcolici e le altre cose vietate. Si tratta invece di impegnare tutta la propria vita alla ricerca della soddisfazione di Allah; si tratta di dedicare i nostri giorni e le nostre notti al servizio di Allah; si tratta di sacrificare – nel senso letterale: “rendere sacro” – tutto per amore di Allah. Ogni nostro gesto, ogni nostra parola ed ogni nostro silenzio diventeranno allora un atto di adorazione verso l’Unico degno di essere adorato, il nostro Creatore e Signore dell’universo. {In verità apparteniamo ad Allah ed a Lui faremo ritorno}.
-------------------------------
*Esponente della Comunità Islamica in Italia, Ex. Direttore IslamicRelief-italia,

Twitter
Myspace
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Reddit
StumbleUpon
Slashdot
Netscape
Furl
Yahoo
Blogmarks
Diigo
Blinkbits
Spurl
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
Diggita
Kipapa.cc
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo
Ziczac
